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Come affittare un padre in Giappone: Werner Herzog al Biografilm di Bologna con «Family Romance LLC»

Il regista tedesco ha immortalato in un film, che sarà proiettato al Biografilm di Bologna,
i dipendenti di un’azienda giapponese pagati per recitare la parte di figure familiari. «Un fenomeno che arriverà anche da noi»

Altro che Ragione e sentimento. Nel Giappone contemporaneo il capolavoro di Jane Austin diventerebbe Affari e sentimento; titolo che calzerebbe a pennello anche a Family Romance, LLC, l’ultimo film di Werner Herzog, che verrà proiettato al Biografilm Festival di Bologna il prossimo 16 giugno. Girato come un documentario, il film narra storie di finzione, molto vicine alla realtà, scritte dallo stesso regista tedesco, seguendo i dipendenti di una delle tante aziende, sempre più in auge in Giappone, noleggiati alla bisogna per interpretare il ruolo di padri, parenti, seguaci.


«Affittare gli amici o i membri di una famiglia assenti non è un fenomeno solo giapponese, anche se è un trend che si sta affermando soprattutto qui. È un processo inevitabile che ha a che fare con l’invecchiamento della popolazione e con la solitudine. I giapponesi sono solo all’avanguardia. Tra non molto arriverà anche da noi», spiega Herzog, scaldato da una giacca tirolese grigia con i bottoni d’osso per contrastare l’eccezionale freddo che ha investito nei giorni scorsi Cannes, al cui festival è appena stata presentata la pellicola fuori concorso. «In fondo non è una situazione molto dissimile da quella delle baby sitter».
Il più indomabile e imprevedibile dei registi non si sofferma sulla differenza macroscopica tra la cura, possibilmente amorosa, che si richiede a una tata, e la prestazione di uno dei personaggi di Family Romance, LLC. Questi ultimi si fingono, ad esempio, genitori ritrovati di adolescenti abbandonate in culla (nel film sono impersonati da Yuichi Ishii e dalla dodicenne Mahiro Tamimoto); o padri posticci di spose, figlie di alcolizzati (nella pellicola Takashi Nakatani porta all’altare Yuka Watanabe). «Abbiamo accettato che i robot prendano il nostro posto nelle industrie; e presto diventeranno sempre più familiari anche quelli da compagnia. Mia moglie Lena ha provato a interagire con i prototipi realizzati dal Massachusetts Institute of Technology. Sono fantastiche piccole creature con grandi occhi e capelli soffici e lunghi. Possono leggere ottocento diverse espressioni facciali. Lena le ha trovate molto piacevoli».
Il progetto di Family romance, LLC risale a un anno e mezzo fa: «Ho passato due pomeriggi con Yuichi Ishii, il titolare dell’azienda Family Romance, che mi ha raccontato la sua vita lavorativa quotidiana. Ho costruito la trama, intrecciando le sue testimonianze con alcuni ritagli di giornali. Ishii mi hai aiutato con il casting dei suoi dipendenti, che allora erano 1400 e oggi sono duemila, ed era così bravo nei dialoghi dietro la macchina da presa che è stato naturale proporgli di diventare il protagonista del film».
Lo sguardo del ragazzo selvaggio, classe 1942, che si inventò il cinema tedesco senza aver visto uno schermo prima di compiere undici anni, che ha viaggiato per giorni immancabilmente a piedi (da cui è nato Sentieri nel ghiaccio, Guanda)  per distanze che si possono coprire in un’ora d’aereo, sembra essere meno provocatorio. «Il tono del film è più dolce del solito perché  Family romance, LLC è una delle mie opere più profonde. Alla speranza non si arriva con uno sguardo ottuso e pessimista. Io non giudico, per ora osservo e cerco di capire. Viviamo in un mondo artificiale, siamo circondati da fakenews. Nei profili Facebook ci presentiamo sottolineando l’aspetto che ci preme di più. Solo le emozioni portano verità e nel mio film, pur nella finzione, i sentimenti sono autentici. Le persone che ricorrono a queste agenzie migliorano la propria vita. La ragazza di dodici anni, dopo aver conosciuto il padre, ritrova la fiducia in se stessa, può mostrare sui social di avere una famiglia completa ed è più stabile. Se sia una cosa giusta o sbagliata può deciderlo la Chiesa cattolica, non certo io».È comunque un bel salto passare dalle imprese folli ed epiche, sottese nella filmografia di Herzog – come Aguirre, furore di Dio (1972) e Fitzcarraldo, che nel 1982 vinse il premio per la miglior regia proprio a Cannes -, alla benevolenza verso il formalismo esasperato (con una vena di pazzia) della società giapponese. «Non si possono fare paragoni con i miei eroi precedenti – sottolinea con la voce leggermente contrariata il regista, che quest’anno riceverà il premio alla carriera agli European Film Awards -. Io cerco sempre nuovi terreni. Ho fatto sei film sul filone avventuroso, ma ne ho girati altri 64, completamente differenti. Non ho mai affrontato prima un tema come quello di Family romance, LLC, ma così è successo anche per Meeting Gorbaciov (pellicola recensita da Domenica il 20 gennaio a pag.30, ugualmente ospite al Biografilm, ndr). Solo quest’anno finirò tre lavori, che esplorano orizzonti diversi».
La necessità di nutrirsi di illusioni ed emozioni è però un tema sempre stato caro a Herzog. «Ma oggi siamo in un momento di transizione monumentale, in cui è facile ravvisare ovunque verità prefabbricate. Quando il mio produttore, Roc Morin, che parla giapponese, ha insistito spiegandomi l’inesorabilità del fenomeno, ho capito che l’idea di trasformarla in film era giusta. La riprova è che Hollywood è impazzita. Credo che Spielberg e Ryan Gosling stiano muovendosi per comprare i diritti».Un episodio di Family Romance, LLC è focalizzato sulla partenza anticipata di 20 secondi di un treno, con la conseguente creazione di un marasma. «È una vicenda del tutto inventata, basata su un trafiletto di giornale. Il sistema ferroviario giapponese può tollerare un anticipo e un ritardo di 15 secondi. Cinque secondi in più fanno crollare il sistema. Mi sono immaginato una scena in cui i bambini rimanessero sul treno e i genitori sul binario, uomini e donne di affari che perdevano l’occasione di incontrarsi. Nella realtà, la compagnia ferroviaria ha acquistato una pagina intera sui quotidiani per porgere le proprie scuse. Io ho romanzato la figura di una persona affittata dalla società ferroviaria per prendersi la colpa e gli insulti». Un capro espiatorio a cottimo.La scena è girata senza il permesso delle autorità. «Sarebbe stato assolutamente impossibile ottenerlo. I treni giapponesi sono molto vulnerabili e il sistema di sicurezza ferreo per prevenire attentati. Ho nascosto una piccola macchina da presa, consapevole che, dal momento in cui avrei detto: “Motore!”, avrei dovuto spicciarmi, perché il personale di sorveglianza sarebbe arrivato fulmineamente. E così è stato. Prima che giungessero in quattro, ho ottenuto i miei 70 secondi: un minuto per riprendere il treno che partiva e dieci secondi per assicurarmi le immagini di un altro che arrivava. Mi sono accertato che venisse fatto il backup prima che il materiale fosse requisito». In fondo è lo stesso procedimento ingannatore che Herzog ha usato per Fitzcarraldo e grazie a cui è riuscito a portare la sua troupe in zone altrimenti inaccessibili, mostrando permessi falsi, fabbricati in casa, imprimendo nella ceralacca fusa effigi che la polizia locale non conosceva.

O quando, per cercare di seguire il funambolo Philippe Petit nella performance sulle Torri Gemelle, finse di scazzottarsi sulle scale per distrarre il poliziotto che altrimenti lo avrebbe interrogato: perché saliva a piedi, avendo a disposizione l’ascensore? Il tutto è raccontato in Lezione di cinema (2 dvd, Ripley’s home video), 242 minuti di esilaranti imprese visionarie. Che applica ancora adesso. Significa che la genialità dell’enfant terrible del cinema, che si è temuta perduta nel 2015 con Regina del deserto, è ben viva.
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