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Addio a Rondi, 70 anni di storia del cinema

Da Allen a Zurlini, passando per Bergman, Bertolucci, Buñuel, Hitchcock, Scorsese, Truffaut, Visconti: Gian Luigi Rondi, decano dei critici cinematografici, ha conosciuto i mostri sacri del cinema internazionale, cui ha dedicato gran parte della sua lunga vita. Presidente dell’Accademia del Cinema Italiano, inventore dei David di Donatello, patron del festival del cinema di Roma si è spento ieri a quasi 95 anni (li avrebbe compiuti a dicembre), di cui settanta da protagonista del grande schermo, longevità professionale che ha fatto scaturire più di qualche malevolenza. Al ruolo di critico della storica rubrica su «Il tempo», aveva infatti presto affiancato un’inossidabile attività organizzativa, che sapeva tenere insieme la macchina complessissima del cinema, dove al narcisismo si uniscono guadagni, con doti di diplomazia e fermezza.

</span></figure></a> (KIKA) ROMA, 23 OTT – Al Pacino ha inaugurato il festival del cinema di Roma, ritirando il Marc’Aurelio d’oro per l’Actor’s studio, la scuola di cui e’ tra i presidenti. L’attore ha presentato anche il film Chinese coffee, proprio pochi giorni dopo la premiere romana di Righteous Kill. Sul tappeto rosso hanno sfilato anche Valeria Marini (reduce dall’Isola dei famosi), accompagnata da Vittorio Cecchi Gori (reduce dal carcere), Luca Barbareschi, Simona Ventura, Stefania Rocca e Matthew Modine.<br>AndreaRaffin©kikapress.com *** Local Caption *** (KIKA) ROME, OCT 22 – Red Carpet with Italian celebs and Matthew Modine for Pacino. Valeria Marini, producer Vittorio Cecchi Gori, Simona Ventura, Stefania Rocca, Luca Barbareschi and others. Al Pacino was the guest of honour at the Rome Film Festival, which was inaugurated on Wednesday. The actor received the golden Marc’Aurelio on behalf of the Actor’s studio, where he is one of the presidents, and presented the movie Chinese Coffee. Pacino had just presented Righteous Kill in Rome.<br>AndreaRaffin©kikapress.com
(KIKA) ROMA, 23 OTT – Al Pacino ha inaugurato il festival del cinema di Roma, ritirando il Marc’Aurelio d’oro per l’Actor’s studio, la scuola di cui e’ tra i presidenti. L’attore ha presentato anche il film Chinese coffee, proprio pochi giorni dopo la premiere romana di Righteous Kill. Sul tappeto rosso hanno sfilato anche Valeria Marini (reduce dall’Isola dei famosi), accompagnata da Vittorio Cecchi Gori (reduce dal carcere), Luca Barbareschi, Simona Ventura, Stefania Rocca e Matthew Modine.
AndreaRaffin©kikapress.com *** Local Caption *** (KIKA) ROME, OCT 22 – Red Carpet with Italian celebs and Matthew Modine for Pacino. Valeria Marini, producer Vittorio Cecchi Gori, Simona Ventura, Stefania Rocca, Luca Barbareschi and others. Al Pacino was the guest of honour at the Rome Film Festival, which was inaugurated on Wednesday. The actor received the golden Marc’Aurelio on behalf of the Actor’s studio, where he is one of the presidents, and presented the movie Chinese Coffee. Pacino had just presented Righteous Kill in Rome.
AndreaRaffin©kikapress.com
Era considerato una specie di figura andreottiana, capace di rimanere sulla cresta pur tra i marosi, tanto che Pier Pasolini nel 1961 gli aveva dedicato dei versi all’arsenico: Sei così ipocrita, che come l’ipocrisia ti avrà ucciso,/ sarai all’inferno, e ti crederai in paradiso. Da sempre vicino al mondo della politica, ieri il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo ha ricordato per la sua «raffinatezza culturale» e come punto di riferimento per il mondo dello spettacolo. Plurimi i suoi incarichi come giurato ai maggiori festival, oltre Venezia (1949), Berlino (1961), Cannes (1963), Rio de Janeiro (1965), San Sebastian (1968). Direttore della Mostra del cinema dall’83 all’87, ha presieduto il Festival di Locarno nel 1988 e la Biennale di Venezia dal ’93 al ’97. Con il Lido ebbe un rapporto tormentato: famosi i fischi che si attirò per aver escluso nel 1986 Velluto Blu di David Lynch, mentre era il direttore della Mostra. Sembra che non avesse voluto offuscare la memoria dell’amica Ingrid Bergman, mancata nel 1982, con l’immagine della figlia Isabella Rossellini grossolanamente svestita dal regista americano. Ma a fronte di questa polemica Rondi ricordava la richiesta di licenziamento da Commissario per aver ammesso alla Biennale nel 1971 lo scabroso I diavoli di Ken Russell.Nato a Tirano, in Valtellina, Rondi collaborò a «Voce Operaia», organo del Movimento dei Cattolici Comunisti sotto la cui ala svolse una breve attività partigiana. Dopo la laurea in giurisprudenza nel 1945 si dedicò, grazie all’aiuto di Silvio D’Amico (anche suo testimone di nozze con Yvette Spadaccini), al teatro. Ma presto alle quinte preferì il grande schermo e dopo aver siglato la collaborazione con «Il tempo» diventò corrispondente per «Le Figaro», «Cinémonde » e «Le Film Français». Negli anni Cinquanta diventò sceneggiatore per Joseph Mankiewicz, René Clair, Jean Delannoy e Ladislao Vajda. Visse le grandi stagioni del cinema italiano, come il Neorealismo, sulla sua pelle, frequentando Roberto Rossellini e Vittorio De Sica. Ci sono foto indimenticabili di Rondi, che a 95 anni anni era l’immagine solo sciupata di se stesso da giovane, con Federico Fellini, Silvia Koscina, Nino Manfredi, Gina Lollobrigida.
Fellini e Rondi 1964

Probabilmente sentiva imminente la fine, tanto che quest’anno sono stati pubblicate le sue Storie di cinema (Aragno) e i suoi Diari 1947-1997 (Le mie vite allo specchio, Edizioni Sabinae) con una lettera del Presidente emerito della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, che ieri lo ha salutato sottolineando il ruolo tenace di «difensore e valorizzatore del cinema italiano». Sarà strano non rivedere più la sua sciarpa bianca, il sorriso sardonico, e la sua camminata agile sui tappeti rossi che si credevano eterni.
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